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Rimedi ai fischi alle orecchie

da | Mar 2, 2018 | Problemi alle orecchie

Il fruscio all’orecchio è un disturbo che non solo è associato a una variegata molteplicità di cause, ma può essere trattato con soluzioni di diverso tipo. I rimedi ai fischi alle orecchie si suddividono in quattro principali categorie a seconda della propria area di intervento, a sua volta legata alla gravità e alle caratteristiche del problema.

Cominciamo con gli accorgimenti che hanno a che vedere con lo stile di vita. Innanzitutto occorre evitare l’esposizione a rumori molto forti, come musica ad alto volume o eventi chiassosi. Altrettanto importante è cercare di sviare l’attenzione dal fastidioso fischio all’orecchio. Una buona idea, se facilmente praticabile, è svolgere le proprie attività quotidiane accompagnati da una musica di sottofondo rilassante e a basso volume.
Per combattere lo stress che incide negativamente sul ronzio, gli esercizi di meditazione, pilates o yoga possono essere di grande aiuto.

Anche l’alimentazione può aiutare contro il fastidioso ronzio. Soprattutto la sera è bene consumare un pasto leggero per non compromettere il sonno e in generale non eccedere nel consumo di zuccheri e alimenti contenenti caffeina. Si raccomanda, inoltre, di bandire alcol e fumo e di limitare l’assunzione di certi farmaci, soprattutto quelli contro l’ansia. Di notte si consiglia di riposare con la testa sollevata.

Per quanto riguarda i trattamenti farmacologici, lo scenario è piuttosto complesso proprio a motivo dei tanti fattori potenzialmente responsabili dell’acufene. Essendo generalmente il prodotto di altre patologie o disturbi, le cure dovranno essere specifiche e mirate alla causa precisa che ha scatenato il fischio. Ad esempio, se è dovuto a squilibri della pressione arteriosa si curerà con farmaci contro l’ipertensione, oppure se è causato da otiti o altre infezioni si somministreranno antibiotici.

I possibili rimedi ai fischi alle orecchie includono anche delle terapie riabilitative che si concentrano in particolar modo sul lato psicologico e sociale del disturbo. L’acufene, infatti, laddove particolarmente grave e molesto, rischia di gettare l’individuo che ne é affetto in uno stato depressivo dovuto tanto alla percezione di suoni fittizi quanto alla difficoltà di dedicarsi con naturalità allo studio o al lavoro e all’eventuale isolamento sociale che potrebbe derivarne.

Soprattutto in quei casi in cui non è possibile eliminare completamente la causa del disturbo, risulta fondamentale riuscire almeno ad attenuare il senso di disagio.

Tra questi percorsi terapeutici si è particolarmente affermata la cosiddetta Tinnitus Retraining Therapy. L’obiettivo di questa cura è ridurre la percezione sonora da parte del paziente intervenendo in modo tale che si abitui in misura crescente al fischio o al fruscio avvertito. Si tratta di un’operazione che avviene a livello cerebrale di modo che i centri nervosi smettano di rielaborare i falsi segnali bioelettrici inviati dai recettori acustici. Per farlo sono necessari degli appositi apparecchi, da indossare per un periodo di un anno o un anno e mezzo.

Essendo di piccole dimensioni e non ostruendo in alcun modo il condotto uditivo, sono pratici e non invasivi. La loro funzione è generare continuamente degli stimoli sonori leggeri che, sovrapponendosi al fischio, lo rendono più difficilmente identificabile dal cervello.

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